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- Un giorno con Manina
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N o r d
luoghi conosciuti e meno conosciuti
nei dintorni di Diego Suarez

2012 ottobre

Questo viaggio nel Nord del Madagascar mi ha riportato in una zona che avevo gia' visitato una decina di anni fa ma che non avevo approfondito in modo esaustivo a causa di mancanza di un tempo adeguato e perche' un po "giovane" di Madagascar.
I miei compagni di viaggio sono Giovanni , grande amico e conoscitore del madagscar col quale ho gia' condiviso altre esperienze di tuor e avventure , Egidio , anch'esso conoscitore del madagascar da piu' di 20 anni e Michele,prima volta in madagscar per lui (va verso nord perche' appassionato di kite surf )
Partiamo come sempre da Nosy Be e traghettiamo ad Ankify.Da qui un taxi ci porta direttamente verso Diego Suarez.La strada e' stata trascurata e se qualche anno fa era scorrevole ora e' dissestata e le percorrenze in termini di ore sono raddoppiate. Il governo attuale non sta facendo molto per le infrastrutture del paese anche perche' e' un governo di transizione;una transizione che dura ormai da qualche anno anche se sembra che il 2013 sia l'anno delle elezioni.
Facciamo una tappa a meta' strada circa per visitare un lago sacro.Qui risiedono molti coccodrilli e durante la sosta riusciamo anche ad avvicinarci ad uno di essi,con le duvute cautele...
Arriviamo a Diego e cerchiamo un alberghetto appena fuori dal centro.
Qui avviene in primo incontro con un personaggio eccezionale: Jean , un ottantenne arzillo, ci racconta le sue esperienza si trekking estremi e arrampicate su pareti rocciose che continua a compiere nonostante l'eta'.Sono notizie utilissime che mi proiettano gia' in viaggi futuri..
Prima tappa e' accompagnare Michele alla baia dei Sakalava,famosa per essere uno dei posti migliori per il kite surf.Durante il percorso i ricordi mi affiorano .."chissa' se la baia dopo tutti questi anni e' rimasta ancora come me la ricordavo"...
Passiamo dal un punto panoramico che riconosco e dove c'e' una vista eccezionale verso il "pan de sucre" , l'isola posta al centro della baia di Diego Suarez, la seconda baia piu' grande al mondo dopo Rio.
All'arrivo alla baia dei Sakalava noto qualche piccola struttura locale di appoggio al kite surf e qualche ristorantino locale..nulla di sconvongente,la cosa mi rincuora,il posto si e' mantenuto abbastanza come lo ricordavo a parte tante vele colorate di turisti che nel mare sfrecciano con i loro Kite.
Lasciamo Michele che ritroveremo poi tra qualche giorno al mare di smeraldo dove lui ci precedera'.
Ritorniamo a Diego e qui ,chiaccherando con varie persone locali, creiamo un rapporto di reciproca simpatia e piano piano riusciamo a farci rivelare qualche segreto..oltre i soliti posti turistici in zona ci sono delle spiagge accessibili solo tramite piste sconosciute ai turisti ( nemmeno i vazha residenti li conoscono!).
Affittiamo un buon 4X4 e ci addentriamo in una deviaziane dalla strada principale che va in direzione Ramena e percorriamo qualche ora su una pista sconnessa , ci insabbiamo, passiamo tra piccoli villaggi finche'...un paradiso!
Una distesa di sabbia finissima e bianchissima del tipo che si trovano a sud ed un mare dal colore smeraldo da lasciare a bocca aperta...un posto incantanto.sulla spiaggia una piccola recinzione in legno che delimita una specie di girdinetto con un gazebo in falafa , un tavolo ,delle piroghe,sembra un luogo di ritrovo delle persone che abitano nei villaggi qui intorno .
Cammino su un lato della spiaggia fino ad arrivare in fondo finche' alla fine incontro una donna vicino un un fuoco ed una capanna mentre allatta un bambino.Mi guarda sorpresa del mio arrivo ed io rompo il silenzio salutandola in lingua locale.Risponde con un sorriso bellissimo ed in un francese dozzinario comunichiamo.Sta aspettando il marito che e' poco lontano , chiedo se c'e' del pesce da comprare ma non c'e' nulla purtroppo.Non incontro altre persone..e non si puo' resistere ad un mare cosi'..quindi un bel tuffo!
Nel mare tra le onde vedo in lontananza una vela che si avvicina,la vela di un kite.
Velocemente arriva sulla spiaggia un ragazzo francese che ci racconta la sua avventura: arriva dalla costa est in un viaggio di 2 giorni. sprezzante del pericolo del mare e degli squali ( o forse semplicemnte non era al corrente che quello e' un tratto di mare dove sono presenti ) si dirige verso il mare di smeraldo. Un pazzo..o forse semplicemnte un'anima libera che si spinge dove pochi hanno il coraggio di fare.Ammiro la sua energia e spirito avventuriero ma il mare va rispettato ( un insegnamento che mi e' rimasto da una disavventura di qualche anno fa fortunatamente finita bene ) e affrontarlo da solo come faceva non lo condividevo...comunque il suo volto era pieno di serenita' e di gioia di vivere.
E' stato bello conoscere questo strano personaggio che da li a poco e' riapartito verso la meta ormai vicina.
Questa fantastica ed isolata parte di costa andrebbe approfondita ulteriormente ma per ora va bene cosi', e' gia' stato un regalo inaspettato.Di solito scrivo il nome delle localita' ma per rispetto verso chi mi ha indicato la via in cambio del segreto di non dirlo a nessuno non lo faro'...rispetto.
Altra zona imperdibile a nord e' il mare di smeraldo.Si accede da Ramena, una spiaggia non molto distante dalla citta' di Diego Suarez , prendendo una barca per una mezz'oretta.Il mare cambia colore e diventa in effetti di smeraldo , e' bellissimo , sembra di navigare quasi sospesi in aria..
Vediamo i Kite surf ( anche qui zona ventosa e quidi adatta a questo sport ) e ricosciamo la vela di Michele che salta come un grillo sulle onde!
Andiamo a terra e pranziamo in una bella struttura che si affaccia proprio davanti al mare di smeraldo.Facciamo un giretto nella foresta li vicino e verso sera torniamo a Ramena ( che e' cambiata molto negli anni..ormai e' ricoperta di piccole strutture e ristoranti..comunque ancora ambiente piacevole).Finisce cosi' un altro giorno indimenticabile!
Una tappa assolutamente da non perdere e che da sola vale un tour nel nord e' la visita agli Tsingy Rouge a 50Km a sud di Diego. Il fenomeno dell'erosione ha creato un canjon cosparso di pinnacoli di terra rossa dolcemente modellata.La differenza degli ossidi contenuti in questa terra ha donato delle sfumature di colori che li rende unici.
Rispetto gli Tsingy di bemaraha ( grandi "cattedrali del sud " ) sono piu' piccoli ma e si sviluppano all'interno di una gola. E' possibile avvicinarsi quanto basta per ammirarli ma non entrarci all'interno tra le guglie in quanto vengono protetti da visitatori poco rispettosi..
A nord del Madagascar ci sono dei parchi quali la montagne d'ambre e il parco dell'ankarana ed e' interessante visitarli ( vedi viaggio 2002 ).
Ritorniamo sulla strada del ritorno verso Ankify facendo tappa ad Ambanja per essere pronti la mattina seguente a prendere il traghetto per tornare a Nosy Be.
In questo viaggio ho rivalutato molto il nord del madagascar scoprendo delle zone ancora poco conosciute ed incontaminate che sicuramente tornero' ad approfondire in futuri viaggi...
Come sempre,ogni viaggio in questa terra meravigliosa, non si conclude con la chiusura di una porta di un percorso fatto ma apre nuove finestre per scoperte future.
Alex